365 Ink Italy 2012 – Intervista a Ivan Trapiani

Dopo la pubblicazione del 365 INK ITALY 2012, il calendario più INK dell’anno, Tatuatori.info ha deciso di intervistare i 12 grandi artisti del tattoo che hanno collaborato con noi alla realizzazione della fantastica collezione di Wallpapers. Abbiamo posto loro alcune domande perché vogliamo farvi conoscere le loro storie, il loro percorso e il loro lavoro. Vogliamo risaltare quella che è la vera essenza dell’arte del tattoo, fatta di passione, dedizione, studio e sacrificio, ma anche tanta soddisfazione e realizzazione. I nostri dodici artisti ne sono l’esempio e noi di Tatuatori.info vogliamo offrirvi quello che si cela dietro alle bellissime opere d’arte che vediamo sulla pelle di chi si affida a loro.

Il protagonista dell’intervista di oggi è Ivan Trapiani, artista tatuatore portatore di una passione nata da adolescente e coltivata, insieme a quella della pittura, con determinazione. La sua inclinazione per il dark, il gotico e l’oscuro trova nutrimento e stimoli nei lavori di grandi artisti nazionali ed internazionali. Ecco cosa Ivan Trapiani ha raccontato alla nostra redazione.

 

Ciao Ivan, presentati e presenta il tuo studio oggi.

Sono Ivan Trapiani, ho 38 anni, professione tatuatore, vivo e lavoro in un piccolo paesino del nord-est, Piove di Sacco, a pochi chilometri dalla laguna veneta, territorio e paesaggio per me ineguagliabile.

Faccio questo fantastico lavoro da 13 anni, e ogni giorno è una nuova scoperta.

La mia passione per i tatuaggi è paragonabile a quella che ho per la pittura, infatti, nel mio studio, che si trova nel centro storico del paese, espongo le mie opere creando così una piccola e personale galleria d’arte.

Il personale del mio studio è composto da Gessica, alla reception, che accoglie e da consigli ai clienti, Valeria, la mia compagna nella vita e nel lavoro, che oltre ad accudire il nostro meraviglioso bimbo, è la mia apprendista; e altri artisti da tutta Italia guest a rotazione.

 

Descrivi in breve, ma senza trascurare i fondamentali, il tuo esordio e il percorso che ti ha portato a diventare un’artista e che ti ha avvicinato al tuo stile/genere.

A 16 anni sono rimasto letteralmente folgorato dal ritratto di un indiano che avevo visto sui primi magazine di tatuaggi, da quel momento in poi il mio unico obiettivo è stato trasformarmi da un appassionato aerografista a tatuatore in grado di realizzare tatuaggi sempre più reali e artistici. Da qui si sono susseguiti viaggi all’estero per lavorare in uno studio in Australia e per frequentare le varie convention europee, che mi hanno portato a diventare l’artista che sono oggi.

Il mio stile nasce dalla passione per il dark, il gotico e l’oscuro.

Studiando la pittura sotto la guida del mio maestro Silvestro Lodi e studiando artisti del calibro di Bosch, Caravaggio, Bernini, Giger, Dalì e Heinrih sono arrivato ad avere il risultato dei miei lavori.

 

 

Da cosa o da quale artista nasce la tua ispirazione?

Riprendendo la risposta di prima e contestualizzandola nel panorama e nella storia del tatuaggio, gli artisti di questa disciplina che mi hanno sempre influenzato e ispirato sono: Robert Hernandez, maestro incomparabile dello stile dark, il quale imprime ai suoi soggetti quella sofferenza demoniaca rinchiusa in una capacità di decorare in maniera quasi astratta le sue opere. Victor Portugal, il quale crea una sorta di romanticismo tra soggetti d’oltre tomba e biomeccanici combinati con ritratti quasi iperrealisti.

Senza dimenticare Lenu, che intreccia demoni biomeccanici e iperrealismo creando quasi dei cyborg. Per ultimi e non meno importanti Boris e Den Yakovlev o Dimitri Samoin, maestri della scuola artistica dell’est Europa.

 

Qual è il soggetto che più ti rappresenta e che quindi più ami tatuare?

Mi piacciono soggetti di mia creazione o ispirazione, e amo non ripetere mai lo stesso soggetto, per cui non ne ho un preferito, ma sono sempre alla ricerca di continue ispirazioni perché non mi accontento mai di quello che faccio.

Adoro lo stile realistico innanzitutto, ma non disdegno e mi diverto tantissimo nel realizzare soggetti giapponesi e traditional, magari inserendo qualche elemento di stile che mi rappresenti.

 

 

Qual è il soggetto che meno esprime la tua arte e che quindi tatui con meno passione?

Tutti quei soggetti commerciali, in cui non posso dimostrare le mie capacità artistiche e lo stile tribale, troppo inflazionato e poco conosciuto per i suoi veri significati, rappresentati nelle sue linee ben studiate, il quale rappresenta, forse, il vero e proprio rito di questa nobile arte.

 

Guardando al futuro lavorativo come e dove ti vedi?

Il mio futuro lavorativo sarà positivo, in continua crescita professionale e artistica. Ho molti progetti sia in campo pittorico, sia nel campo del tatuaggio da portare a termine. Mi piacerebbe partecipare, come negli gli anni passati, ad altri work group con artisti internazionali per scambiare le mie esperienze con quelle degli altri.

 

Un ringraziamento speciale a Ivan Trapiani da tutto lo staff di Tatuatori.info!!!

 

Autore: Valentina Gala

Interviste

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