365 Ink Italy 2012 – Intervista ad Alex De Pase

Dopo la pubblicazione del 365 INK ITALY 2012, il calendario più INK dell’anno, Tatuatori.info ha deciso di intervistare i 12 grandi artisti del tattoo che hanno collaborato con noi alla realizzazione della fantastica collezione di Wallpapers. Abbiamo posto loro alcune domande perché vogliamo farvi conoscere le loro storie, il loro percorso e il loro lavoro. Vogliamo risaltare quella che è la vera essenza dell’arte del tattoo, fatta di passione, dedizione, studio e sacrificio, ma anche tanta soddisfazione e realizzazione. I nostri dodici artisti ne sono l’esempio e noi di Tatuatori.info vogliamo offrirvi quello che si cela dietro alle bellissime opere d’arte che vediamo sulla pelle di chi si affida a loro.

Il protagonista dell’intervista di oggi è Alex De Pase, nato a Grado il 12 novembre 1975. Ha iniziato il suo percorso all’età di 15 cercando il continuo miglioramento studiando, da autodidatta, il disegno, la pittura e l’arte in genere. Per molto tempo ha tatuato immagini di ogni genere e stile arrivando poi a decidere di concentrarsi unicamente sul realismo considerandolo base di partenza per ogni artista in quanto mirato a un continuo perfezionamento nell’esame e nella riproduzione dei dettagli, della luce e della profondità. Alex non è solo uno dei più grandi artisti tatuatori italiani, ma è anche un’artista di fama mondiale, ideatore e curatore di molti format ed eventi del settore e grande maestro e modello per tutti coloro che amano questo tipo di arte.

Ecco cosa Alex De Pase ha raccontato alla nostra redazione.

 

Ciao Alex, presentati e presenta il tuo studio oggi.

Oltre allo studio che si trova a Grado, l’anno scorso ho aperto il “Tattoo Theater” che si trova a Cervignano. Ho pensato che aprire un nuovo studio sarebbe stata una ventata di novità e di nuova energia che avrebbe portato sicuramente dei vantaggi dal punto di vista artistico e personale. Ho poi selezionato, tra le tante richieste ricevute, dei ragazzi con delle doti artistiche straordinarie, non ancora dei tatuatori affermati ma con delle potenzialità che poche volte avevo incontrato. E’ nato così il Tattoo Theater, uno studio con spazi molto grandi, dove si fondono i diversi e personali stili di ogni artista che fa parte del nostro team. Michele Pitacco, Giuliano Cascella, Arnaldo Bel Fiore, Lorenzo Anzini, Antons Feduns sono gli artisti che compongono lo staff artistico, mentre Marco Snidero è il piercer dello studio. Sono tutti nomi dei quali sentiremo parlare molto presto.

 

Descrivi in breve, ma senza trascurare i fondamentali, il tuo esordio e il percorso che ti ha portato a diventare un’artista e che ti ha avvicinato al tuo stile/genere.

Il mio primo impatto con il mondo del tatuaggio risale più o meno a quando avevo 14 anni, un giorno per caso incontrai Bruno, un galeotto con le braccia completamente coperte di tatuaggi, e mi innamorai all’istante di quel gesto di ribellione. Per un periodo lui si trovava in vacanza a Grado, la località balneare dove vivo, quindi ho avuto occasione di incontrarlo più volte e di mostrargli i miei disegni in modo da convincerlo a insegnarmi tutto quello che sapeva sul tatuaggio e sul tatuare. Bruno mi diede la conoscenza necessaria per realizzare le prime rudimentali “macchinette” con le quali subito iniziai a fare pratica sugli amici decidendo subito che nel mio futuro avrei avuto uno stretto legame con il mondo del tatuaggio. Forse non è stato il modo migliore per iniziare, ma sono orgoglioso del percorso da autodidatta che ho svolto fino ad oggi e continuo a svolgere.

Ho imparato da autodidatta, provando e sperimentando sia sulla mia pelle che sulla pelle dei vecchi amici, cercando sempre di colmare quel desiderio di conoscenza e miglioramento che caratterizza il mio carattere. Tant’è che ad oggi, dopo 20 anni dal mio primo approccio al tatuaggio, ancora non mi accontento e cerco di alzare i limiti della precisione e dell’accuratezza dei miei tatuaggi.

 

Da cosa o da quale artista nasce la tua ispirazione?

Non direi chi, ma piuttosto cosa mi ha influenzato. Ed è tutto ciò che mi circonda, la perfezione e la complessità della natura, la sfida che trovo nel cercare i più piccoli dettagli, le sottili variazioni di colore e dei volumi, queste sono le cose che spingono e influenzano il mio lavoro. Non ho un preferito in assoluto, ammiro e apprezzo diversi artisti del tatuaggio, ognuno per diverse qualità e caratteristiche. In ogni stile di tatuaggio trovo il mio preferito, dall’orientale di Shige alle composizioni eccezionali di Nick Baxter, alle geometrie di Mike Cole, gli organici di Guy Aitchinson, i realistici di Mike Devires e moltissimi altri ancora.

 

Qual è il soggetto che più ti rappresenta e che quindi più ami tatuare?

Non ci sono dei soggetti in particolare che amo ritrarre di più, diciamo che è la particolarità della foto a rendere un qualsiasi personaggio più o meno interessante da ritrarre da un punto di vista artistico.

Amo molto il realismo e il ritrattismo, nel tatuaggio credo che sia uno stile in continua evoluzione, che ha ancora molto da dire. Se pensiamo a 10 anni fa, la qualità del tatuaggio definito “realistico” e in particolar modo quello a colori, era estremamente diverso da quello attuale. Veniva definito realistico solo per la tipologia di soggetti ma in realtà non lo era in quanto a qualità e fedeltà.

 

Qual è il soggetto che meno esprime la tua arte e che quindi tatui con meno passione?

Proprio perchè si parla di arte, non si può tatuare ciò che non piace. Fortunatamente ho la possibilità di tatuare ciò che mi appassiona di più e che esprime al meglio la mia arte.

 

Guardando al futuro lavorativo come e dove ti vedi?

Nel prossimo futuro ho in programma di cambiare sede al mio studio di Grado, infatti sto ristrutturando uno stabile nel quale mi trasferirò tra qualche mese. Ho intenzione di creare in questa nuova sede una realtà più intima e privata rispetto al Tattoo Theater e allo studio attuale di Grado. Creando queste due diverse realtà avrò gli spazi e le situazioni opposte e proprio per questo ottimali. Ho inoltre ultimato da poco un set di colori per la INTENZE che uscirà a breve, con dei mix adatti alla realizzazione delle diverse tonalità di skintone.

Attualmente ho quasi ultimato la stesura di un libro nel quale tratto argomenti inerenti la tecnica del tatuaggio realistico ma non solo, ci sarà un ampio spazio dedicato alla filosofia ed alla mentalità che sta dietro ai risultati.

Ora mi occupo anche dell’organizzazione della World Wide Tattoo Conference un progetto molto interessante e nuovo nella tattoo community. La World Wide Tattoo Conference è un progetto che ha preso vita lo scorso Ottobre a Roma. Si tratta di una vera e propria conferenza sul tatuaggio, un tipo di format nuovo in questo ambito, nel quale tatuatori di fama Internazionale tengono seminari tecnici e discussioni collettive.

Gli artisti che compongono il team sono, oltre al sottoscritto, Guy Aitchison, Nick Baxter, Jeff Gogue, Boris, Bob Tyrrell e altri grossi nomi stanno per aggiungersi al gruppo, oltre alla presenza di Gabe Ripley, esperto di marketing, che in alcune occasioni tiene lezioni sul marketing applicate al tattoo world. La seconda conferenza si è tenuta a Chicago il 10-11 aprile 2012, mentre in Europa l’evento si ripeterà a Londra a settembre 2012. E’ una conferenza che toccherà più città nel mondo ed è di grande apporto alla tattoo community.

 

Un ringraziamento speciale ad Alex De Pase da tutto lo staff di Tatuatori.info!!!

 

Valentina Gala

redazione@tatuatori.info

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