Le leggende del tatuaggio: Owen Jensen

owen_jensen Owen Jensen (1891-1976) è nato a Pleasant Grove, nello Utah.
Fu nel 1911 che ebbe il suo primo impatto con il mondo del tatuaggio, allora legato agli show itineranti nello Utah, a Provo, in occasione del Buffalo Bill Wild West Show dove vide per la prima volta un uomo tatuato da Charlie Wagner. Trascorsero 2 anni e proprio durante il Bill Show Jensen decise di tatuarsi da Bob Hodge. Grazie ai trascorsi da macchinista e all’abilità acquisita nel campo della meccanica iniziò a lavorare presso lo shop di macchinette per tatuaggi di J.G. Barber. Fu il suo interesse verso quello strano meccanismo ad avvicinarlo al mondo del tattoo, dalle macchinette alla pelle il passo è breve e Jensen Owen inizia ufficialmente la sua carriera come tatuatore.

owen_jensen_flash Prima di essere arruolato e partire per la prima Guerra Mondiale Jensen ebbe la fortuna di incontrare Edwin Brown e di ritorno dalla grande guerra fu proprio quest’ultimo a insegnare a Owen Jensen l’arte dei flash painting. Negli anni successivi Jensen tatua in giro per molte città grazie agli spettacoli on the road e nel 1924 aprì il suo primo shop (che in realtà era una sala da biliardo) a San Pedro dove lavorà per diversi anni fino a quando Charlie Barr, uno dei migliori tatuatori dell’epoca, gli offrì la grande opportunità di lavorare con lui a Los Angeles. Le cose non andavano per il meglio, e tra una crisi e l’altra, dopo una breve tappa a Honululu, un ritorno a San Pedro e una parentesi di qualche anno a New York e San Diego, in compagnia di gente del calibro di Harry Lawson, Andy Sturtz e Colemanfu di nuovo a Los Angeles che Jensen riprese a lavorare aprendo un nuovo shop, a costruire macchinette e a disegnare tavole “flash”. La mossa fu azzeccata e come unico fornitore di attrezzatura e ottime macchinette per tatuaggi l’attività di Jensen fu un successo. Negli anni ’70 Owen Jensen lavora al mitico Nu-Pike (un suggestivo parco giochi) di Long Beach insieme a Lee Roy Minugh, a pochi passi da Bert Grimm.
Erano anni in cui il crimine di strada era molto diffuso, e lavorando fino a tardi, tornando a casa con qualche dollaro in tasca, il rischio di essere presi di mira era alto. Sono diverse le testimonianze e i documenti scritti (tra queste diverse lettere a Paul Rogers) dove Jensen esprime la propria preoccupazione e la paura di essere ucciso. Il 5 Luglio del 1976 alcuni giovani punk fecero irruzione nel suo shop al 26 di Chestunt a Nu-Pike, una coltellata alla schiena e un bottino di 30 $, fu questo il prezzo che Jensen Owen pagò quella sera, e per sempre.

Gianfranco ‘Jun’ Adamo

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